"Sapere esattamente cosa si vuole dire...": le classi prime incontrano l'associazione "Psicodizione" di Torino

Il 25 febbraio si è svolto, nell’ambito del progetto Social Time, un incontro di sensibilizzazione dedicato al tema della balbuzie, promosso dall’associazione Psicodizione di Torino. Protagonisti dell’iniziativa sono stati i relatori Luca Scolari, Giovanni Pescol e Gabriele Amati, che hanno portato la loro testimonianza agli studenti delle classi prime dell’indirizzo Scienze Applicate, riunite nell’aula magna della sede Einaudi, e delle classi prime dell’indirizzo Linguistico, nell’aula magna della sede Balzan.

La balbuzie è stata definita dai relatori come “sapere esattamente cosa si vuole dire, ma sapere altrettanto bene di non riuscire a dirlo”. Una condizione che non riguarda solo la pronuncia delle parole, ma coinvolge profondamente la sfera emotiva, portando talvolta chi ne soffre a fingere di essere diverso da ciò che è, per paura del giudizio altrui.

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Durante l’incontro è stato spiegato come la balbuzie si manifesti con intensità differenti da persona a persona e possa avere cause molteplici: fattori neurologici, genetici, esperienze traumatiche o dinamiche apprese in età infantile. I relatori hanno descritto il “blocco” come una barriera psicologica percepita ancora prima di parlare e hanno illustrato alcune strategie utilizzate per gestire l’ansia, come l’uso di sinonimi per evitare determinate parole o piccoli movimenti involontari per cercare di superare il momento di difficoltà.

Particolarmente significativa è stata la proposta di un breve esperimento, volto a far comprendere agli studenti cosa si possa provare quando la comunicazione è ostacolata da pressioni esterne e interferenze. Ripetere un discorso mentre si è disturbati ha evidenziato un netto cambiamento nella qualità dell’esposizione, mettendo in luce insicurezza, perdita di concentrazione e maggiore difficoltà espressiva rispetto a una situazione serena.

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L’incontro si è concluso con alcuni consigli su come relazionarsi con una persona balbuziente: ascoltare con pazienza, non interrompere o completare le frasi, mantenere il contatto visivo e prestare attenzione al contenuto del messaggio, evitando atteggiamenti che possano trasmettere fretta o disagio.

L’esperienza si è rivelata un momento di riflessione importante per gli studenti, che hanno potuto comprendere più a fondo non solo gli aspetti comunicativi della balbuzie, ma anche le emozioni e le difficoltà che possono accompagnarla nella vita quotidiana.

 

Giacomo Furini e Sofia Toso, 1A SA

Ultima revisione il 27-02-2026