Donare a occhi chiusi - Il dono del trapianto. Incontro con ADMO

Giovedì 26 febbraio le classi quarte dell’IIS “Primo Levi” hanno partecipato ad un incontro con AIDO – Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule e con la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto per parlare di un tema molto importante anche se, purtroppo, “silenzioso”: la donazione degli organi, dei tessuti e delle cellule.

L’argomento della donazione viene in questo modo affrontato con ragazzi e ragazze che, generalmente, hanno appena raggiunto o raggiungeranno entro l’anno la maggiore età, così che possano esser consapevoli di come un “sì” o un “no” possano cambiare concretamente e profondamente la vita di altre persone. Diventare maggiorenni significa infatti poter esprimere una scelta personale e responsabile anche rispetto al proprio patrimonio biologico.

Le operatrici e volontarie hanno parlato a noi studenti e studentesse in maniera chiara, semplice e coinvolgente dell’importanza dell’informazione in questo importante ambito. Hanno spiegato che poche persone sanno che la donazione di organi, tessuti e cellule si attua solo dopo la morte della persona che ha acconsentito a donare per mezzo di un “sì”, un consenso che si può esprimere semplicemente in Comune al momento del rinnovo della Carta d’Identità.

aido

Durante l’incontro abbiamo parlato anche della legge del 1999, nata grazie alle storie di Marta Russo e Nicholas Green, vicende che hanno mosso gli animi e portato, finalmente, ad una norma che dà la possibilità ai maggiorenni di decidere per il proprio patrimonio biologico quando questo non servirà più a noi ma potrà salvare la vita di qualcuno che ormai ha perso ogni speranza e per cui non esiste altra cura se non il trapianto.

Chiunque può diventare donatore o donatrice, e si tratta di una donazione di cui non si può avere certezza, perché, se avviene, avviene nelle poche ore che seguono il decesso. È importante sapere di poter aiutare, sapendo che sono migliaia e migliaia le persone in attesa di un trapianto che le renderà pazienti per tutto il resto della loro vita, ma ancora vive. Ogni “no” o ogni astensione rischia di alzare barriere a chi invece fa parte della lunga lista d’attesa, invece di dare possibilità. È piccola, infatti, la percentuale di chi arriva e supera davvero il trapianto.

Ritengo che questo incontro sia stato molto utile perché insegna a noi giovani a compiere scelte consapevoli attraverso l’importantissimo strumento dell’informazione, che deve essere fatta tramite i canali ufficiali come quello del Ministero della Salute o di AIDO, circa un argomento delicato ma di cui è necessario parlare perché non si crei disinformazione e perché ogni cittadino e cittadina sia consapevole del bene che è possibile fare grazie ad un semplice e disinteressato “sì”.

Sofia Boscaro, 4B SU

Ultima revisione il 03-03-2026